Pianta Madre:  appartiene  alla famiglia delle Brassicacee . La droga è costituita dai semi da cui si ricava per spremitura un olio

Botanica::  pianta erbacea annuale o bienne a fusto eretto, alta tra 30-60 cm, con radice fittonante ,  ingrossata ed indurita. Le Foglie basali sono verdi e ispide , quelle  cauline lanceolate di 5-8 cm, completamente amplessicauli e abbraccianti il fusto.  L’infiorescenza è a racemo , con fiori gialli , vistosi e aperti insieme ai boccioli e più lunghi di questi. Il frutto è una siliqua lunga 4-6 cm, con becco robusto.

Principi attivi: La composizione acidica dell’olio di colza è simile a quella dell’olio di oliva; i semi della varietà “canola”  sono infatti particolarmente ricchi di acido oleico, ma anche, caratteristica piuttosto rara tra gli oli vegetali,  di acido alfa-linolenico. Quest’ultimo è il capostipite dei cosiddetti omega tre, acidi grassi particolarmente apprezzati in quanto essenziali per la buona salute dell’organismo . Nell’olio di colza risulta ottimale anche la proporzione tra omega-3 ed omega-6 spesso sbilanciata a favore di questi ultimi per l’eccessivo consumo di oli vegetali .
 
Impiego cosmetico: lipide fluido,  eccipiente per oli, unguenti ed  emulsioni 

 Storia e tradizione popolare: la Colza , detta anche cavolo oleaginoso , è coltivata soprattutto in Canada, e nel nord Europa ed è stata  oggetto di un’intensa opera di selezione delle colture.
Con la sperimetazione di questi ultimi decenni si è riusciti ad ottenere una varietà di colza a basso contenuto in acidi grassi saturi ed acido erucico, chiamata Canadian Brassica. Questa nuova varietà è stata poi ribattezzata Canola, dall’unione delle parole “oil” (olio) e “Canada” (il paese in cui questa pianta viene maggiormente coltivata). La selezione di varietà produttrici di olio di colza a basso contenuto in acido erucico  è stata perseguita sottoponendo la pianta originale a radiazioni UV, allo scopo di indurre modificazioni nel suo DNA. Tra le varietà mutate si è così ottenuta la Canola, vista da molti con scetticismo proprio a causa della sua origine “mutante”; in realtà il processo appena descritto non ha nulla a che vedere con la modificazione genica (vedi OGM), poiché i raggi UV non fanno altro che accelerare il normale processo di mutazione, parte integrante dei processi di selezione naturale.

autore: Porto Pietro 
 
Bibliografia:
http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/olio-di-colza.htm
G. Proserpio:”L’Ossicrizio”  ed. L’Erbolario  – Lodi  – 1999
G. Proserpio, A. Malpede, AM Massera.” Fitocosmetopea Sinerga”  ed. Sinerga – 1995
 
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