Pianta madre: arbusto con rametti spinosi largamente diffuso in tutta Italia,  appartenente alla famiglia delle Rosacee. La droga , intesa come parte attiva della pianta, è rappresentata dalla infiorescenza, dai frutti e dalla corteccia dei rami

Botanica:Le foglie hanno contorno ovale , più o meno incise in tre-cinque lobi con margine intero.I fiori raggruppati in corimbi all’apice di rametti corti , sono bianchi con le antere rosse. I frutti sono in realtà dei falsi frutti di color rosso-bruno. Contengono nella loro polpa il vero frutto in forma di noccioli

Principi attivi: Procianidine oligomeriche dall’1 al 4% ,
Flavonoidi: kamferolo, quecetina, apigenina, luteolina;
Flavonderivati: iperoside, rutina, vitexina, orientina
Triterpeni: acido crategolico, oleanolico, ursolico

Impiego cosmetico: è generalmente risaputo che il Biancospino è una pianta dotata di una azione sedativa e calmante  particolarmente efficace. Le Procianidine presenti nel suo estratto sono potenti agenti antiossidanti, in grado di stabilizzare le pareti dei vasi sanguigni, rinforzare il collagene e le proteine delle strutture di sostegno prevenendone  la loro degradazione da parte di alcuni enzimi come: l’elastasi, la collagenasi, la ialuronidasie la beta glucuronidasi cioè i principali enzimi coinvolti nel ricambio dei principali componenti del derma e della matrice extravascolare. Contribuisce a proteggere la Vitamina C con cui sinergizza nell’azione preventiva in tutti i casi d’invecchiamento della pelle e di circolazione periferica alterata come capillari dilatati , couperose e telangectasie.

Storia e tradizione popolare: è una pianta robusta dal legno duro e vita lunghissima ( fino a 700 anni). Per la sua azione calmante sulla tachicardia, ansia, emotività, insonnia e ronzii agli orecchi  viene anche chiamato” la valeriana del cuore”.  L’infuso di fiori al 3% è un ottimo rimedio contro l’angina pectoris, l’insonnia e l’ipertensione. Nel linguaggio dei fiori il Biancospino significa dolce speranza. E chi non ricorda ” oh, Valentino vestito di nuovo come le brocche del Biancospino….”

Autore: Porto Pietro

Bibliografia:
G. Proserpio:”L’Ossicrizio” – storie di piante ed. L’Erbolario – 1999
R. Della Logia: “Piante officinali”  ed. OEMF  – 1992
U. Boni, G. Patri:”Le erbe” ed Fabbri Editori – 1977Peumus boldus leaf extract
F.Mearelli:”Piante medicinali dal mondo” ed. Erbamea 2016

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