Pianta madre: albero a foglia caduca che può raggiugere un’altezza di 20 m , con chioma larga e tronco robusto e rami flessibili. Si trova frequentemente lungo i corsi d’acqua. Appartiene alla famiglia delle Salicacee;  la droga , intesa come parte attiva della pianta, è rappresentata dalla corteccia dei rami raccolta al 2°- 3° anno

Botanica: le foglie sono alterne con base ricurva a cuneo, hanno il picciolo molto breve e forma lanceolata-allungata, i fiori sono separati: i maschili riuniti in amenti e quelli femminili sempr ein amenti ma più corti. Il frutto è una capsula conoca con superficie liscia . A maturità si apre in due valve con semi ricoperti da una folta tomentosità.

Principi attivi: Glicoside fenolici ( 1,5-12%):salicina, salicortina, tremulacina, saliperoside
Falvonoidi: quercetina, luteolina, naringina, isoquercitrina
Aldeidi ed acidi aromatici: saligroside, vanillina, siringina, acido salicilico, acido vanillico ecc.
 

Impiego cosmetico: Per uso esterno, l’estratto di Salice viene usato in creme e lozioni, per il trattamento di molte patologie dermatologiche: acne, forfora, psoriasi, dermatiti seborroiche, duroni, calli e verruche comuni, perché svolge un’azione cheratolitica, nelle affezioni in cui lo strato corneo dell’epidermide produce cheratina in eccesso.

 

Storia e tradizione popolare: Sono più di 30 le specie di Salice e numerosissimi gli ibridi, tanto da far ritenere quello del Salice uno dei generi più estesi della nostra flora arborea.Nei cosidetti ” gorei” del Piemonte lungo le rive del Tanaro crescono il S.Alba, purpurea, caprea e lungo i fossi e ruscelli delle langhe è coltivato sovente il Salix viminalis i cui rami si utlizzano per legature e cesti di vimini come dice il nome. I fiori di Salice all’inizio della primavera forniscono polline e nettare in abbondanza alle api  e le foglie danno loro modo di procurare un’ottima cera naturale. Non per nulla Virgiio consigliava agli apicultori latini di piantare salici in prossimità degli alveari . Le infiorescenze di Salice , secondo la scuola Medica Salernitana, erano fortemente anafrodisiache  e proprio per questa loro attività , erano fortemente impiegate durante il Medio Evo da chi aveva fatto voto di castità. La corteccia si Salice è febbrifuga  come la China e nel 1700  sostituiva il chinino come febbrifugo. Si racconta che in epoca passata  un importante uomo di governo venuto da Roma per visitare le langhe si complimentò con le autorità locali per la notevole diffusione da lui notata dell’Olivo. Ci volle molto tatto per fargli capire che non di ulivi si trattava ma di Salici che , forse ad un occhio poco esperto, potevano anche sembrare ulivi.

Autore: Porto Pietro 

Bibliografia:
G. Proserpio:”L’Ossicrizio” – storie di piante ed. L’Erbolario – 1999
R. Della Logia: “Piante officinali”  ed. OEMF  – 1992
U. Boni, G. Patri:”Le erbe” ed Fabbri Editori – 1977Peumus boldus leaf extract
F.Mearelli:”Piante medicinali dal mondo” ed. Erbamea 2016

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