Care amiche, con il ritorno dell’ora solare alle cinque e mezza è già sera. Si accendono le luci in casa quando sembra ancora pomeriggio, viene voglia di divano, di coperta, di qualcosa di dolce. E a molte di noi scende addosso una malinconia leggera, senza un motivo preciso. Il cambio d’ora in sé si riassorbe in pochi giorni, ma il buio resta fino a febbraio, e quello sì che si fa sentire, sull’umore e sulla pelle.
Perché il buio ci abbassa l’umore
Non è una debolezza, è biologia. Il nostro corpo regola tutto sulla luce. Quando la luce del mattino ci arriva agli occhi, il cervello capisce che è giorno e produce più serotonina, la sostanza che ci dà energia e buonumore. Quando cala il buio comincia a produrre melatonina, che ci prepara al sonno. Se il buio arriva alle cinque, la melatonina parte prima e la serotonina cala, e noi ci sentiamo stanche, un po’ giù, con meno voglia di fare. Per qualcuna è solo un velo di malinconia. Per altre diventa un vero abbassamento dell’umore che dura tutto l’inverno, e in quel caso è giusto parlarne con il proprio medico, senza vergogna.
Cosa succede alla pelle quando le giornate si accorciano
La pelle se ne accorge eccome, perché anche lei ha un suo orologio interno. Di giorno si difende, di notte si ripara. Quando i ritmi si confondono e si dorme peggio, questo lavoro di riparazione notturna rallenta. In più, quando siamo giù di morale o stressate, il corpo produce più cortisolo, e il cortisolo indebolisce la barriera della pelle, quel sottile strato protettivo che trattiene l’acqua. Aggiungiamoci i riscaldamenti accesi, l’aria secca delle case e il freddo fuori, ed ecco perché in questi mesi tante donne vedono la pelle più spenta e più secca, con le rughe che sembrano più marcate. Non si invecchia all’improvviso: la pelle è solo più assetata e più stanca, come noi.
La vitamina D: quella che il buio ci porta via
La nostra pelle produce la vitamina D grazie al sole, ma da ottobre a marzo, alle nostre latitudini, il sole è troppo basso e ne fabbrichiamo pochissima. Dopo i cinquant’anni la pelle ne produce già meno di suo, quindi vale la pena chiedere al medico di controllarla con un semplice esame del sangue.
Cercare la luce e muoversi: le prime due cure
La prima cura è gratuita: andare a cercare la luce. Una passeggiata di mezz’ora la mattina, anche con il cielo grigio, vale più di quanto immaginiamo, perché la luce del giorno all’aperto è molte volte più forte di quella di casa. Fate colazione vicino alla finestra, tenete le tende aperte, e se potete sistemate la poltrona dove leggete o lavorate a maglia proprio lì accanto.
Il movimento è la seconda medicina. Camminare, ballare in cucina, fare un po’ di ginnastica dolce: muoversi alza la serotonina quasi come la luce, e in più fa circolare il sangue, che porta ossigeno anche alla pelle. Se poi lo fate all’aperto e la mattina, prendete due piccioni con una fava.
La sera e il sonno: rimettere in ordine l’orologio interno
La sera è il momento più delicato. Abbassate le luci dopo cena, scegliete lampade calde invece di quelle bianche, e lasciate telefono e televisione un’ora prima di dormire. Cercate di andare a letto e alzarvi più o meno alla stessa ora, anche nel fine settimana: l’orologio interno ama la regolarità, e quando dormite bene se ne accorge per prima la vostra faccia allo specchio.
L’aria di casa, la doccia e l’acqua
I termosifoni seccano l’ambiente e la pelle con lui. Una bacinella d’acqua sul calorifero o un umidificatore aiutano molto, così come non tenere la casa troppo calda. Anche la doccia bollente, che d’inverno ci tenta tanto, toglie alla pelle i suoi grassi protettivi: meglio tiepida e non troppo lunga. E ricordatevi di bere, anche se con il freddo la sete si sente meno.
A tavola: i cibi d’inverno che aiutano umore e pelle
L’inverno ci offre cose buone. Il pesce azzurro, la frutta secca e i semi danno grassi buoni che aiutano sia l’umore sia la barriera della pelle. Le arance, i mandarini e i kiwi portano vitamina C, e le verdure di stagione come cavoli, zucca e radicchio sono piene di sostanze protettive. Il cioccolato fondente va benissimo, un quadratino, non la tavoletta intera.
Le persone: la luce che accendiamo dentro
L’ultima cura, forse la più importante, sono le persone. Il buio ci invita a chiuderci in casa, ma l’isolamento è il miglior alleato della malinconia. Una telefonata a un’amica, un caffè al bar, una passeggiata in compagnia: sono piccole cose che accendono una luce dentro, anche quando fuori è già notte.
Domande frequenti
Perché d’inverno mi sento più giù di morale? Perché con meno luce il cervello produce meno serotonina e anticipa la melatonina, l’ormone del sonno. Il risultato è più stanchezza e un umore più basso. Se dura settimane e pesa sulla vita di tutti i giorni, è bene parlarne con il medico.
Perché in inverno la pelle è più secca e spenta? Per l’insieme di freddo, riscaldamento, aria secca, sonno disturbato e stress, che indeboliscono la barriera della pelle e le fanno perdere più acqua.
Bisogna controllare la vitamina D in inverno? Dopo i cinquant’anni è una buona idea chiedere al medico un esame del sangue, perché da ottobre a marzo la pelle ne produce molto poca.
In conclusione
Il buio di novembre non lo possiamo cambiare, ma possiamo smettere di subirlo. Cerchiamo la luce di giorno, dormiamo bene la notte, muoviamoci e stiamo vicine. La pelle, che è sempre lo specchio di come stiamo, ci ringrazierà.
Se vuoi parlarne con altre donne che stanno vivendo la stessa stagione della vita, ti aspetto nel gruppo Facebook Pelle Matura: l’arte del benessere e cura della pelle.
Un abbraccio, Pietro 🌿
