Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di intolleranze alimentari, sensibilità digestive e gonfiore addominale. Molte persone riferiscono di sentirsi meglio eliminando alcuni alimenti come latte, latticini o cereali contenenti glutine.
Ma quali sono le differenze tra lattosio, caseina e glutine? E soprattutto: possono avere un impatto anche sul benessere della pelle?
Lattosio e intolleranza al latte: sono la stessa cosa?
Quando una persona afferma:
“Il latte mi gonfia.”
spesso pensa immediatamente al lattosio.
In realtà il lattosio è semplicemente uno zucchero naturalmente presente nel latte. Per essere digerito necessita di un enzima chiamato lattasi.
Quando la produzione di lattasi diminuisce, il lattosio può fermentare nell’intestino causando:
- gonfiore addominale
- gas intestinali
- crampi
- diarrea
- digestione difficile
Tuttavia molte persone continuano a manifestare disturbi anche consumando latte senza lattosio.
In questi casi il problema potrebbe non essere lo zucchero del latte ma alcune sue proteine.
Caseina A1 e Caseina A2: quali differenze esistono?
La principale proteina del latte bovino è la beta-caseina.
Esistono principalmente due varianti:
Caseina A1
È la forma più diffusa nel latte delle moderne bovine europee.
Durante la digestione può generare una sostanza chiamata BCM-7 (Beta-Casomorfina-7), che secondo alcune ricerche potrebbe influenzare la funzionalità intestinale in soggetti predisposti.
Caseina A2
È considerata la variante più antica dal punto di vista evolutivo.
Si trova in alcuni tipi di latte e risulta più simile alla beta-caseina presente nel latte umano.
Molte persone riferiscono una migliore tollerabilità del latte contenente prevalentemente caseina A2 e del latte di capra o pecora.
Questo non significa che la caseina A1 sia dannosa, ma potrebbe aiutare a comprendere perché alcune persone accusano disturbi digestivi pur assumendo latte privo di lattosio.
Perché gli adulti continuano a bere latte?
Questa è una domanda interessante dal punto di vista evolutivo.
In natura il latte ha una funzione precisa: nutrire il neonato durante la crescita.
Osservando gli altri mammiferi notiamo che:
- il gatto viene svezzato
- il cane viene svezzato
- il cavallo viene svezzato
- il cervo viene svezzato
Una volta terminata la fase di allattamento nessun mammifero continua a nutrirsi di latte.
L’essere umano rappresenta un’eccezione.
Non solo continua a consumare latte anche in età adulta, ma spesso sceglie addirittura il latte di altre specie animali.
Siamo biologicamente progettati per bere latte tutta la vita?
La risposta non è uguale per tutti.
Per centinaia di migliaia di anni gli esseri umani perdevano progressivamente la capacità di digerire il lattosio dopo lo svezzamento.
Solo alcune popolazioni hanno sviluppato una mutazione genetica chiamata persistenza della lattasi, che permette di continuare a digerire il latte anche in età adulta.
Per questo motivo non dovrebbe sorprendere che alcune persone manifestino:
- intolleranza al lattosio
- sensibilità alle proteine del latte
- disturbi digestivi associati ai latticini
La vera domanda forse non è:
“Il latte fa bene o fa male?”
ma:
“Siamo tutti ugualmente adattati al suo consumo?”
Cos’è il glutine e quali cereali lo contengono?
Il glutine è un complesso di proteine presente in diversi cereali.
I principali alimenti che contengono glutine sono:
- grano tenero
- grano duro
- frumento
- farro
- kamut®
- orzo
- segale
Tuttavia non tutti i cereali presentano la stessa quantità e qualità di glutine.
Alcuni studiosi ritengono che le moderne selezioni agricole abbiano modificato nel tempo alcune caratteristiche delle proteine del grano, influenzandone la digeribilità in soggetti predisposti.
Cereali naturalmente senza glutine
Esistono molti alimenti naturalmente privi di glutine:
- riso
- mais
- miglio
- sorgo
- teff
- quinoa
- grano saraceno
Molte persone li trovano più facilmente tollerabili.
Anche l’avena merita una menzione particolare: pur contenendo proteine simili al glutine, viene generalmente ben tollerata dalla maggior parte delle persone, purché non contaminata durante la lavorazione.
Perché alcune persone tollerano male il glutine?
Anche in questo caso può essere utile una riflessione evolutiva.
Per gran parte della storia umana l’alimentazione era composta principalmente da:
- frutta
- vegetali spontanei
- semi
- radici
- tuberi
- pesce
- selvaggina
L’agricoltura e il consumo massiccio di cereali sono comparsi solo negli ultimi 10.000 anni, un periodo relativamente breve nella storia evolutiva dell’uomo.
Questo potrebbe contribuire a spiegare perché alcune persone si adattino perfettamente al glutine mentre altre sviluppino sensibilità o difficoltà digestive.
Pizza, glutine e latticini: perché alcune persone si sentono gonfie?
La pizza rappresenta probabilmente l’esempio più comune.
In un unico alimento troviamo spesso:
🍕 glutine dell’impasto
🧀 caseina e latticini della mozzarella
Molte persone raccontano una situazione simile:
“Mangio la pizza la sera e durante la notte mi sveglio con molta sete, digestione lenta o pancia gonfia.”
Naturalmente questo non significa che la pizza faccia male.
Entrano in gioco numerosi fattori:
- quantità consumata
- orario della cena
- qualità dell’impasto
- tempi di lievitazione
- presenza di salumi
- quantità di sale
- grassi contenuti nei condimenti
Tuttavia è interessante osservare come la pizza riunisca proprio due categorie alimentari che alcune persone tollerano meno facilmente: glutine e latticini.
Per questo chi sospetta una sensibilità alimentare spesso nota i sintomi soprattutto dopo una pizza serale.
Intestino e pelle: esiste davvero un collegamento?
Oggi la ricerca scientifica parla sempre più spesso di asse intestino-pelle.
L’intestino e la pelle comunicano continuamente attraverso meccanismi che coinvolgono:
- microbiota intestinale
- sistema immunitario
- infiammazione sistemica
- metabolismo
Quando alcuni alimenti vengono tollerati male possono comparire:
- gonfiore
- stanchezza
- alterazioni intestinali
- infiammazione cronica di basso grado
Questi fenomeni possono riflettersi anche sull’aspetto della pelle.
Alcune persone riferiscono infatti una pelle:
- meno luminosa
- più reattiva
- più sensibile
- apparentemente più spenta
Naturalmente questo non significa che eliminare latte o glutine faccia sparire rughe o cedimenti cutanei.
Significa però che comprendere come il nostro organismo reagisce agli alimenti può rappresentare un tassello importante del benessere generale e, indirettamente, anche della salute della pelle.
Conclusioni
Lattosio, caseina e glutine non sono la stessa cosa.
Ogni persona possiede una propria tolleranza individuale e ciò che risulta perfettamente digeribile per qualcuno può non esserlo per un altro.
Più che seguire mode alimentari, può essere utile imparare ad ascoltare il proprio corpo e osservare come ci sentiamo dopo aver consumato determinati alimenti.
A volte i segnali arrivano molto prima degli esami.
E forse la domanda più interessante non è:
“Posso mangiare questo alimento?”
ma:
“Come mi sento nelle ore successive?”
Baci tolleranti 💋
Disclaimer
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituisce il parere del medico, del nutrizionista o di altri professionisti sanitari qualificati. Le intolleranze alimentari, la celiachia e le sensibilità individuali richiedono una valutazione professionale. Ogni organismo è diverso e ciò che è ben tollerato da una persona può non esserlo da un’altra
