Care tutte,

oggi voglio parlarvi di una parola che spesso crea preoccupazione quando leggiamo l’INCI di una crema solare: nano.

Molte persone, appena vedono la dicitura Titanium Dioxide (nano) oppure Zinc Oxide (nano), pensano immediatamente che si tratti di qualcosa di pericoloso.

In realtà è esattamente il contrario: quella dicitura è prevista dalla normativa europea proprio per garantire la massima trasparenza nei confronti del consumatore.

Vediamo insieme cosa significa davvero.


Come funzionano i filtri solari

Esistono due grandi famiglie di filtri UV.

Filtri minerali

I filtri minerali sono costituiti principalmente da:

  • Titanium Dioxide (biossido di titanio)
  • Zinc Oxide (ossido di zinco)

Agiscono prevalentemente sulla superficie della pelle riflettendo, diffondendo e in parte assorbendo la radiazione UV, impedendo che raggiunga gli strati più profondi dell’epidermide.

Per questo motivo vengono spesso scelti per:

  • pelle sensibile;
  • pelle reattiva;
  • pelle dei bambini;
  • pelle matura.

Filtri organici

I filtri organici (spesso chiamati impropriamente “chimici”) funzionano in modo differente.

Assorbono l’energia dei raggi ultravioletti trasformandola in calore.

Per svolgere questa funzione devono distribuirsi nello strato superficiale della pelle, motivo per cui alcuni possono essere assorbiti in misura variabile.


Cosa significa “nano” nei filtri minerali?

La parola nano non identifica un ingrediente diverso.

Indica solamente la dimensione delle particelle.

Si tratta sempre dello stesso biossido di titanio oppure dello stesso ossido di zinco, semplicemente macinati fino a ottenere particelle molto più piccole.

Questa tecnologia è stata sviluppata per risolvere uno dei principali difetti delle vecchie creme minerali: la classica patina bianca.

Le particelle più piccole permettono infatti di ottenere:

  • una texture più piacevole;
  • una migliore stesura;
  • una distribuzione più uniforme;
  • un minore effetto bianco.

Le nanoparticelle penetrano nella pelle?

Questa è probabilmente la domanda più importante.

Le valutazioni scientifiche disponibili indicano che le nanoparticelle di biossido di titanio e di ossido di zinco utilizzate come filtri solari non attraversano la barriera cutanea integra.

La maggior parte degli studi mostra infatti che rimangono confinate nello strato corneo, cioè lo strato più esterno della pelle.

Le valutazioni effettuate dal Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori (SCCS) hanno concluso che il biossido di titanio in forma nano è sicuro nelle creme solari e nei latti solari, purché utilizzato nelle condizioni autorizzate dalla normativa europea.

Diverso è il caso dei prodotti spray o in polvere, per i quali l’attenzione riguarda soprattutto l’inalazione delle particelle.


Perché la dicitura “(nano)” è obbligatoria?

Molti pensano che rappresenti un avvertimento.

In realtà è semplicemente un obbligo previsto dal Regolamento europeo sui cosmetici (Regolamento CE 1223/2009).

Quando un ingrediente è presente in forma nanometrica deve essere riportato nell’INCI con la dicitura:

Titanium Dioxide (nano)

oppure

Zinc Oxide (nano)

Si tratta quindi di una norma di trasparenza verso il consumatore.


I filtri minerali nano sono ammessi anche nella cosmesi biologica?

Sì.

Le principali certificazioni della cosmesi biologica, come COSMOS ed Ecocert, consentono l’utilizzo di biossido di titanio e ossido di zinco in forma nano nei prodotti solari certificati, purché rispettino specifici requisiti di sicurezza.

Questo rappresenta un’ulteriore conferma del fatto che il loro impiego è considerato compatibile con gli standard più rigorosi della cosmetica naturale.


E i filtri organici?

Negli ultimi anni alcuni studi hanno dimostrato che determinati filtri organici possono essere rilevati nel sangue dopo applicazioni ripetute.

È importante però distinguere due aspetti.

Il fatto che una sostanza venga rilevata nell’organismo non significa automaticamente che sia dannosa.

Le autorità regolatorie europee continuano infatti a considerare autorizzati e sicuri i filtri UV approvati, alle concentrazioni previste dalla legge.

La ricerca scientifica continua comunque ad approfondire questo tema, motivo per cui molte persone preferiscono orientarsi verso i filtri minerali.


Perché scegliere filtri minerali per la pelle matura?

La pelle matura tende a essere:

  • più sottile;
  • più delicata;
  • più sensibile;
  • più soggetta a macchie;
  • meno elastica.

Per queste caratteristiche i filtri minerali rappresentano spesso una scelta molto ben tollerata.

Inoltre la protezione solare quotidiana è uno degli strumenti più efficaci per contrastare il foto-invecchiamento, cioè rughe, macchie e perdita di elasticità provocate dall’esposizione ai raggi UV.

In altre parole, la protezione solare è il cosmetico anti-età più importante della routine quotidiana.


I solari minerali Fitocose

Per questo motivo in Fitocose abbiamo scelto di formulare la nostra linea solare con filtri minerali.

Red Diamond Sun SPF 30 e SPF 50+ per il corpo abbina filtri minerali e astaxantina, uno dei più potenti antiossidanti naturali, utile per contrastare i radicali liberi prodotti dall’esposizione al sole.

Per il viso, soprattutto in presenza di pelle chiara, sensibile o soggetta a macchie, Baby Carota SPF 30 e SPF 50 offre una protezione minerale arricchita con estratto di carota, naturalmente ricco di beta-carotene.

Per chi desidera un risultato ancora più naturale sono disponibili anche le versioni teintée, leggermente colorate, che uniformano l’incarnato riducendo ulteriormente l’effetto bianco tipico dei filtri minerali.


Conclusioni

La dicitura “(nano)” non deve spaventare.

Indica semplicemente la dimensione delle particelle del filtro minerale e non la presenza di una sostanza diversa o più pericolosa.

Secondo le valutazioni scientifiche disponibili e le autorità europee, le nanoparticelle di biossido di titanio e ossido di zinco impiegate nelle creme solari autorizzate rimangono sulla superficie della pelle e sono considerate sicure nelle condizioni d’uso previste.

La scelta tra filtri minerali e filtri organici dipende dalle esigenze individuali, ma per chi ha una pelle matura, sensibile o facilmente reattiva, i filtri minerali rappresentano una soluzione particolarmente apprezzata per efficacia e tollerabilità.

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