Oggi cambiamo completamente argomento. Lasciamo un attimo la pelle e parliamo di cucina, di vita vera, quella di tutti i giorni.

Care tutte ma voi come friggete in cucina? Siete sicure di fare la cosa giusta?
Dovete friggere e dorare il petto di pollo, fare un fritto misto di pesce, indorare il merluzzo o semplicemente friggere le patatine… come vi comportate?

Ve lo chiedo perché in questi giorni stanno girando video sulla frittura, ma spesso sono confusi e poco chiari, e invece di aiutare creano ancora più dubbi.


Partiamo da una cosa semplice: quando parliamo di frittura non parliamo solo di cibo immerso nell’olio, ma di una cottura ad alta temperatura, dove l’olio diventa parte attiva del processo.


E qui sta il punto: la frittura non è sbagliata in sé, ma spesso è poco compresa e mal gestita.

Molti pensano che basti scegliere un olio “leggero”… ma non è così. Quando friggete dovete chiedervi una cosa sola: questo olio resiste al calore? Se non è stabile, si rovina, si ossida e diventa meno salutare.


Cosa scegliere davvero:

  • Olio di oliva → sempre una scelta affidabile
  • Olio di semi alto oleico → oggi la soluzione più equilibrata
  • Olio di arachidi → va bene, ma è un compromesso

“Alto oleico” significa che quell’olio è ricco di acido oleico, lo stesso grasso dell’olio di oliva. Questo lo rende più stabile, meno soggetto a ossidazione e quindi più adatto alla frittura. In pratica è la versione migliore degli oli di semi.

L’olio di arachidi funziona perché regge bene il calore ed è pratico, ma contiene anche una quota di grassi più delicati. Per questo oggi, se possiamo scegliere, meglio alto oleico o oliva.


Quello che invece vedo usare spesso, ma sarebbe da evitare: girasole classico, mais, soia. Sembrano leggeri, ma si degradano facilmente.


Due parole sullo strutto. È vero che è stabile e frigge bene, ma è un grasso animale ricco di saturi. Se usato spesso, nel tempo può aumentare le LDL perché il fegato fa più fatica a rimuoverle dal sangue. Ogni tanto ci può stare, ma non deve diventare un’abitudine.

E ora la domanda vera: quando mangiamo un fritto misto al ristorante, che olio stanno usando?

Nella maggior parte dei casi oli di semi economici, non sempre alto oleico, spesso riutilizzati più volte. Ed è questo il vero problema del fritto fuori casa.

Alla fine il punto è semplice: meglio un fritto fatto bene a casa, con un olio scelto con criterio, che uno fuori fatto senza controllo. Non è il fritto ogni tanto il problema, ma come viene fatto.

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