Una domanda che prima o poi tutti ci facciamo.


Ogni tanto sui social circolano video che pongono questa domanda in modo molto diretto:
chi si prenderà cura di noi quando saremo anziani?
Ed è una domanda che colpisce, perché in fondo riguarda tutti.

Molti pensano subito ai figli.
Ma la realtà oggi è spesso un po’ diversa da quella di qualche decennio fa. I figli vivono lontano, magari in un’altra città o in un altro Paese. Hanno il loro lavoro, la loro famiglia, le loro responsabilità. E questo non significa mancanza di affetto.
Significa semplicemente che la vita prende strade diverse.


A volte il partner può venire a mancare prima.
Altre volte può essere lui stesso ad avere problemi di salute.

Ci sono persone che non hanno figli. Ci sono famiglie disperse tra città e nazioni diverse. E ci sono anche situazioni in cui le persone care semplicemente non hanno le energie o le possibilità per occuparsi di tutto.

Non è cattiveria.
È spesso solo la realtà della vita moderna. Per questo forse vale la pena guardare alla questione da un altro punto di vista. La vera sicurezza per il futuro non è soltanto contare su qualcuno.
È arrivare alla vecchiaia nelle condizioni migliori possibili.


Negli ultimi anni la ricerca sulla longevità ci sta dicendo una cosa molto chiara:
la qualità degli anni che vivremo dipende molto dalle abitudini che costruiamo nel tempo.

Parliamo di cose semplici ma decisive:

 mantenere il corpo attivo
– curare l’alimentazione
– restare mentalmente curiosi
– coltivare relazioni e interessi
– prendersi cura della propria salute

La vecchiaia non arriva all’improvviso.
È qualcosa che si costruisce lentamente negli anni.


Ma forse c’è anche un altro aspetto che vale la pena ricordare.
Spesso pensiamo alla felicità come qualcosa legato alla giovinezza.
Come se dopo una certa età restassero soprattutto le preoccupazioni.

E invece molte persone scoprono proprio con il passare degli anni una forma di libertà nuova.
Meno ansia di dimostrare qualcosa.
Meno bisogno di inseguire aspettative.
Più capacità di vivere il momento presente.


Come ricorda Eckhart Tolle, autore de Il potere di adesso, la felicità nasce dalla capacità di essere presenti nel momento che stiamo vivendo.


Molte delle nostre preoccupazioni, infatti, non nascono da ciò che sta realmente accadendo nella nostra vita, ma dai pensieri che la mente continua a produrre sul passato o sul futuro.


La mente tende a rimuginare su ciò che è stato oppure a preoccuparsi per ciò che potrebbe accadere domani.
Ma la vita reale accade sempre e solo adesso.

Quando impariamo a osservare i nostri pensieri senza farci trascinare da essi, succede qualcosa di sorprendente:
si crea uno spazio interiore più calmo e più lucido.

E in quello spazio diventa più facile accorgerci delle piccole cose che rendono la vita significativa:
una conversazione, una passeggiata, una risata, un momento di tranquillità.

Il “qui e ora” non è una teoria complicata.
È semplicemente la capacità di tornare al momento presente ogni volta che la mente corre troppo avanti o troppo indietro.

E forse è proprio questo uno dei doni più belli dell’età:
imparare a vivere davvero il qui e ora.

Perché la vita non smette di offrire significato, relazioni e momenti di gioia solo perché gli anni passano.
A volte è proprio con l’esperienza che impariamo finalmente ad accorgercene.

Baci adesso

4 pensieri su “Una domanda che prima o poi tutti ci facciamo

  1. gabriella campana dice:

    La piacevolezza di essere cliente di Fitocose, non si magnifica solo e semplicemente spalmandosi tutte le molteplici e meravigliose creme da loro prodotte, ma anche ogni volta che Pietro Porto ci lascia un pensiero profondo, sempre molto interessante da leggere.

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