Care tutte, oggi vi scrivo perché in questi giorni in tante mi avete chiesto di parlare della glicina come integratore. Molte di voi la conoscono già come dolcificante naturale, dolce e leggero, perfetto per chi vuole evitare lo zucchero. Ma sempre più spesso si sente parlare della glicina anche per altri usi, soprattutto in abbinamento alla NAC. Quindi questo articolo nasce proprio per rispondere a chi è curiosa di capire perché si parla di questa coppia, cosa c’è dietro a livello biologico e che cosa c’entra tutto questo con la pelle che invecchia. Mettetevi comode, ve lo racconto piano piano, come se fossimo a chiacchierare davanti a un caffè.

PERCHÉ SI PARLA TANTO DI GLICINA INSIEME ALLA NAC

Vi sarà capitato di leggere qua e là di queste due paroline, NAC e glicina, spesso messe vicine come fossero una coppia inseparabile. Non è un caso. Non stiamo parlando di due integratori buttati lì insieme tanto per fare numero. C’è dietro un meccanismo del nostro corpo molto preciso e molto affascinante: la sintesi del glutatione. E quando si parla di pelle che invecchia, di stress ossidativo, di rughe che compaiono e di quella stanchezza generale che a volte ci prende, il glutatione c’entra eccome.

CHE COSÈ IL GLUTATIONE E PERCHÉ È IMPORTANTE PER LA PELLE

Pensate al glutatione come a una specie di guardia del corpo che le nostre cellule producono in continuazione. È uno degli antiossidanti più potenti che abbiamo, e ce lo fabbrichiamo da sole, dentro di noi, ogni giorno. Serve a contrastare lo stress ossidativo, quello che invecchia la pelle e tutto l’organismo, aiuta le cellule a difendersi, sostiene il fegato nei processi di detossificazione e mantiene quell’equilibrio metabolico che ci fa sentire in forma. Insomma, è un piccolo grande tesoro che ci portiamo dentro.

Il problema, però, è che con il passare degli anni questo scudo si indebolisce. Lo stress cronico, l’infiammazione silenziosa, un’alimentazione sbilanciata, qualche chilo di troppo, le notti corte: tutto questo riduce la nostra produzione di glutatione. Ed è uno dei motivi per cui dopo i 50 anni ci sentiamo più affaticate e la pelle perde quella luminosità che avevamo da giovani.

CHE COSÈ LA NAC E DA DOVE ARRIVA

Prima di andare avanti, lasciatemi raccontare brevemente la storia di questa famosa NAC, perché tante di voi probabilmente l’hanno già usata senza nemmeno saperlo. La NAC, cioè la N-acetilcisteina, in realtà è nata in farmacia tantissimi anni fa come fluidificante del catarro. Sì, proprio quello che usavamo quando i bambini avevano la tosse grassa o quando in inverno ci ritrovavamo con i bronchi pieni di muco. Il principio attivo di tanti sciroppi e bustine effervescenti che si sciolgono nell’acqua e fanno quella schiumetta caratteristica è proprio lui, la NAC.

Funziona così: la N-acetilcisteina rompe i legami che rendono il muco denso e appiccicoso, lo rende più liquido e quindi più facile da espellere con la tosse. Per decenni è stata usata solo per questo, come mucolitico, ed è ancora oggi uno dei farmaci da banco più venduti al mondo per le malattie da raffreddamento.

Poi, col passare del tempo, gli studiosi si sono accorti che questa molecola faceva qualcosa di molto più interessante a livello di tutto l’organismo. Una volta assorbita, la NAC viene trasformata in cisteina, e la cisteina è proprio uno dei tre mattoncini fondamentali per produrre il glutatione. Quindi da semplice fluidificante del catarro, la NAC è diventata uno degli integratori più studiati al mondo per sostenere le difese antiossidanti, proteggere il fegato, contrastare lo stress ossidativo e accompagnare il nostro organismo nei processi di invecchiamento. Un bel salto di carriera, no?

PERCHÉ LA GLICINA È COSÌ IMPORTANTE PER PRODURRE GLUTATIONE

Per costruire il glutatione il nostro corpo ha bisogno di tre piccoli mattoncini, tre aminoacidi: glutammato, cisteina e glicina. Per anni l’attenzione si è concentrata quasi tutta sulla cisteina, ed è per questo che la NAC ha avuto tanto successo, perché fornisce proprio quella. Si pensava che la cisteina fosse l’unico vero collo di bottiglia.

Oggi però si sta capendo una cosa molto importante: anche la glicina, andando avanti con l’età, può diventare carente. E allora ecco che il discorso si apre, perché non basta più dare solo cisteina, bisogna anche assicurarsi che ci sia abbastanza glicina, altrimenti la macchina si inceppa lo stesso.

LA RICETTA DEL GLUTATIONE SPIEGATA SEMPLICE

Vi faccio un esempio facile facile. Pensate al glutatione come a una torta fatta di tre ingredienti. Se vi manca uno solo dei tre, la torta non viene. Potete avere tutto lo zucchero del mondo, ma se non avete le uova non si combina niente. Ecco, con il glutatione funziona uguale. Per anni abbiamo dato solo lo zucchero, cioè la cisteina con la NAC, dimenticandoci che servivano anche le uova, cioè la glicina. Adesso finalmente si parla della coppia, e ha molto più senso.

GLICINA E COLLAGENE: UN ALTRO MOTIVO PER VOLERLE BENE

C’è un’altra cosa che mi piace molto della glicina, ed è che non è soltanto un mattoncino del glutatione. È anche uno degli aminoacidi principali del collagene, quella proteina che tiene su la nostra pelle, che le dà compattezza e che con gli anni diminuisce facendo comparire rughe e cedimenti. La glicina partecipa al sistema nervoso, aiuta nei processi metabolici e ha un ruolo davvero centrale in tante funzioni del corpo. Quindi quando ne abbiamo poca, gli effetti si vedono un po’ ovunque, anche sul nostro viso.

PERCHÉ HA SENSO ABBINARE GLICINA E NAC

A me piace molto di più l’idea di fornire al corpo i mattoni per costruirsi da solo ciò che gli serve, piuttosto che dare direttamente il prodotto finito. Il glutatione preso così com’è dall’esterno fa fatica ad arrivare dove serve, mentre se diamo gli ingredienti giusti il corpo se lo fabbrica esattamente nelle quantità che gli servono, dove gli servono. Per questo l’abbinata glicina più NAC ha un senso metabolico così intelligente: non forziamo niente, semplicemente diamo all’organismo ciò che gli serve per fare il suo lavoro.

UNA PRECISAZIONE IMPORTANTE PRIMA DI INIZIARE QUALSIASI INTEGRAZIONE

Mi raccomando, quanto vi ho raccontato non vuol dire che serva a tutte, né che sia la soluzione magica per chiunque, e tantomeno che sostituisca il parere del medico. Chi prende farmaci o ha patologie particolari deve sempre parlarne con il proprio dottore prima di iniziare qualsiasi integrazione. Però dal punto di vista biologico e metabolico, il legame tra glicina, NAC e glutatione è uno dei temi più affascinanti della nutrizione moderna, e secondo me vale la pena conoscerlo.

ANTIOSSIDANTI ANCHE DALL’ESTERNO: COME AIUTARE LA PELLE MATURA OGNI GIORNO

Mentre dall’interno lavoriamo per sostenere la produzione di glutatione, anche la pelle ha bisogno di un aiuto mirato dall’esterno, perché lo stress ossidativo non si combatte solo a tavola. E qui voglio parlarvi di una crema che secondo me è davvero innovativa, la Vita C Complex Crema di Fitocose. La sua particolarità è che al suo interno trovate non una, ma due forme diverse di vitamina C stabili che lavorano insieme. C’è la vitamina C idrosolubile, quella classica che agisce nella parte acquosa della pelle, donando luminosità, schiarendo le macchie e stimolando la produzione di collagene. E c’è anche la vitamina C oleosolubile, una forma più moderna e stabile che riesce a penetrare nella parte lipidica della pelle, raggiungendo strati più profondi e proteggendo le membrane cellulari dai radicali liberi.

Avere queste due vitamine C insieme, nella stessa crema, vuol dire offrire alla pelle una protezione antiossidante a tutto tondo, sia dove c’è acqua sia dove c’è grasso. Ed è proprio quello che serve a una pelle matura per restare luminosa, compatta e protetta dallo stress ossidativo che ogni giorno la mette alla prova. È una delle creme più complete e intelligenti che abbiamo, perché mette insieme due meccanismi che di solito vengono separati in due prodotti diversi.

IN SINTESI, IL PRODOTTO FITOCOSE CONSIGLIATO

Vita C Complex Crema

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