Il Balsamo Camilliano รจ un unguento per il massaggio circoscritto del corpo, preparato nel laboratorio Fitocose con cera d’api e olio di girasole biologici e con oltre il 35% di oli essenziali, soprattutto lavanda e menta piperita. Nasce da una formula di tradizione camilliana, cioรจ legata ai religiosi fondati da San Camillo de Lellis, il patrono dei malati e degli infermieri. Mi รจ arrivata grazie a un caro amico erborista. In questo articolo vi racconto la storia del santo, come questo balsamo รจ entrato nella mia vita e come lo uso io.
C’รจ un momento, la sera, che per me รจ diventato quasi sacro. La giornata in laboratorio รจ finita, mi siedo in poltrona, apro un piccolo vasetto e sento salire quel profumo pungente di menta e lavanda. ร il Balsamo Camilliano. Ogni volta che lo apro mi tornano in mente due persone: un amico che non c’รจ piรน e un santo vissuto piรน di quattrocento anni fa. Lasciate che vi racconti di entrambi.
Chi era San Camillo de Lellis: un soldato, un giocatore d’azzardo, un uomo ferito
Se aveste incontrato Camillo de Lellis a vent’anni, non gli avreste affidato nemmeno il vostro gatto. Era nato a Bucchianico, in Abruzzo, nel 1550. A diciassette anni era giร soldato di ventura al seguito del padre e combatteva per chi pagava. Quando non combatteva, giocava. Giocava tutto: i soldi, le armi, e si racconta perfino la camicia che aveva addosso, persa una sera a carte.
In quegli anni gli si aprรฌ una piaga alla gamba. Era una ferita che non si chiuse mai piรน e che gli fece male ogni giorno della sua vita. Tenetela a mente, perchรฉ รจ la chiave di tutta la storia.
Senza soldi e senza onore, Camillo finรฌ a fare il manovale in un convento di frati cappuccini. Lรฌ, nel 1575, a venticinque anni, qualcosa dentro di lui si spezzรฒ e si ricompose. Volle diventare frate, ma i cappuccini non lo tennero proprio a causa di quella gamba malata. Sembrava l’ennesima porta chiusa in faccia. Era invece la porta giusta.
Quello che Camillo vide in un ospedale di Roma
Camillo andรฒ a Roma, all’ospedale di San Giacomo degli Incurabili. Giร il nome fa venire i brividi. Ci entrรฒ da malato, per farsi curare la gamba, e ci rimase a lavorare. Vide cose che non riuscรฌ piรน a dimenticare. C’erano malati lasciati per ore nello sporco e inservienti pagati due soldi che trattavano i ricoverati come pacchi. C’erano persone che morivano da sole, senza nessuno che tenesse loro la mano.
Lui il dolore lo conosceva dall’interno e non poteva sopportarlo. Cosรฌ raccolse attorno a sรฉ un piccolo gruppo di uomini disposti a fare quello che nessuno voleva fare, non per denaro ma per amore. Ai suoi compagni ripeteva: “Piรน cuore in quelle mani, fratelli!”. Io trovo che in queste parole ci sia tutto: non bastava curare il malato, bisognava toccarlo con affetto.
Una croce rossa, tre secoli prima della Croce Rossa
Nel 1586 papa Sisto V diede a Camillo e ai suoi il permesso di cucire sull’abito nero una grande croce rossa. Pensateci: quasi trecento anni prima che nascesse la Croce Rossa internazionale, c’erano giร uomini con una croce rossa sul petto che correvano dove c’era bisogno.
Nella regola del loro Ordine, i Ministri degli Infermi, Camillo scrisse che i malati andavano serviti “con quell’affetto che suole una amorevole Madre al suo unico figliuolo infermo”. Li chiamava “i miei signori e padroni”. I suoi confratelli facevano un voto in piรน rispetto agli altri religiosi: assistere i malati anche quando erano contagiosi, anche a costo della vita.
E la vita la diedero davvero. Quando il Tevere esondรฒ, Camillo portรฒ in salvo i malati dell’ospedale di Santo Spirito. Mandรฒ i suoi sui campi di battaglia in Ungheria. Nella grande peste del 1630, quella che a Milano portรฒ via circa metร della popolazione, i Camilliani si chinarono sugli appestati e molti di loro non tornarono a casa.
Camillo morรฌ a Roma il 14 luglio 1614, con la sua gamba ancora piagata. Oggi รจ il santo patrono dei malati, degli infermieri e degli ospedali. Non mi viene in mente nessuno che lo meriti di piรน.
Come รจ nato il Balsamo Camilliano di Fitocose: la storia di Giannino
Molti anni fa avevo un caro amico, Giannino, che faceva l’erborista e aveva un piccolo laboratorio tutto suo. Un giorno mi parlรฒ di un balsamo che preparava con una formula ricevuta da alcuni conoscenti, religiosi della famiglia dei Camilliani. Ne parlava con gli occhi che brillavano. Le sue clienti lo cercavano cosรฌ tanto che lui non riusciva piรน a starci dietro, e cosรฌ mi chiese di prepararlo io per la sua erboristeria.
Vi confesso che all’inizio lo feci solo per amicizia. Non era una mia formula, e in laboratorio avevo giร pomate e oli all’arnica di cui ero orgoglioso. Lo preparavo per Giannino e basta.
Il giorno in cui ho capito quanto valeva
Poi รจ arrivato il mio ginocchio. Come succede a tanti di noi con il passare degli anni, l’artrosi ha bussato alla porta, e un giorno ho dovuto affrontare un intervento. Le settimane dopo non andavano come speravo. Camminavo con la stampella, ero stanco e, lo ammetto, anche un po’ scoraggiato.
Una sera, seduto davanti alla televisione, mi รจ tornato in mente il balsamo di Giannino. Ho aperto il vasetto e ho cominciato a massaggiare il ginocchio, piano, con calma. Da quella sera quel massaggio รจ diventato il mio piccolo rito e mi ha fatto compagnia per tutti i mesi in cui sono tornato a camminare. Non vi prometto miracoli e non ve ne racconto. Vi dico solo che da allora quel vasetto non รจ piรน uscito da casa mia. Ho capito che meritava di diventare un prodotto Fitocose a tutti gli effetti.
Cosa contiene il Balsamo Camilliano
La ricetta รจ rimasta semplice, come piace a me: pochi ingredienti, ognuno con un motivo preciso. La base รจ fatta di olio di girasole e cera d’api biologici, che lo rendono un unguento compatto che si ammorbidisce scaldandosi tra le dita. Poi ci sono gli oli essenziali biologici di lavanda e di menta piperita, insieme a un tocco di olio essenziale di gaultheria e di mentolo. Tutti insieme superano il 35% della formula. ร una concentrazione altissima, ed รจ per questo che appena lo massaggiate sentite prima un’ondata di fresco e poi un tepore che si diffonde piano.
Come usare il Balsamo Camilliano
Io lo uso cosรฌ e ve lo consiglio cosรฌ. Prendete poco prodotto e applicatelo su una zona circoscritta, con movimenti circolari lenti, magari la sera, quando finalmente avete tempo per voi. Va bene sulle spalle che hanno portato il peso della giornata e sul collo irrigidito. Va bene anche sulle ginocchia e sulle mani che, con il freddo e l’umiditร di questi mesi, al mattino sembrano non voler partire. San Camillo lo sapeva bene: metร del bene lo fanno le mani, e il cuore che ci mettete.
Le avvertenze da rispettare
Proprio perchรฉ รจ cosรฌ concentrato, va trattato con rispetto. Usatelo solo su zone limitate e mai su ferite o pelle non integra. Tenetelo lontano dagli occhi e dalla portata dei bambini, e non usatelo in gravidanza o in allattamento. L’olio di gaultheria contiene naturalmente salicilato di metile, una sostanza parente dell’aspirina. Se siete allergiche all’aspirina o ai salicilati, o se prendete farmaci anticoagulanti, chiedete prima al vostro medico. E ve lo dico da amico: se un’articolazione รจ gonfia, calda, arrossata o vi fa male anche di notte, parlatene prima di tutto con il vostro medico.
Domande frequenti sul Balsamo Camilliano
Che cos’รจ il Balsamo Camilliano?
ร un unguento a base di cera d’api e olio di girasole biologici, con oltre il 35% di oli essenziali di lavanda, menta piperita e gaultheria. Si usa per il massaggio di zone limitate del corpo e dร una sensazione di fresco seguita da un piacevole tepore.
Perchรฉ si chiama “camilliano”?
Perchรฉ la formula viene dalla tradizione dei Camilliani, i religiosi fondati da San Camillo de Lellis, patrono dei malati e degli infermieri. ร arrivata al laboratorio Fitocose grazie a un amico erborista che l’aveva ricevuta da loro.
Dove si puรฒ applicare?
Su zone circoscritte come spalle, collo, schiena, ginocchia e mani, con un massaggio lento, anche dopo l’attivitร sportiva. Non va steso su grandi superfici del corpo.
Chi non dovrebbe usarlo?
Le donne in gravidanza o in allattamento e i bambini. Chi รจ allergico all’aspirina o ai salicilati, o prende anticoagulanti, deve chiedere prima al medico. Non va mai applicato su ferite o pelle irritata.
Che differenza c’รจ con la Pomata all’Arnica e il Gelo del Diavolo?
Il Balsamo Camilliano รจ il piรน intenso e profumato dei tre, un unguento compatto. La Pomata all’Arnica รจ piรน cremosa ed emolliente. Il Gelo del Diavolo รจ una gelatina fresca che non unge, adatta a chi non sopporta la sensazione di grasso sulla pelle.
I compagni di strada del Balsamo Camilliano
Il BALSAMO CAMILLIANO tonificante del corpo รจ quello che tengo sul comodino, e ormai sapete perchรฉ. Se preferite una texture piรน morbida e cremosa, accanto a lui c’รจ la POMATA all’ARNICA fitocomplesso al 30%. ร una crema balsamica ed emolliente con arnica, boswellia, eucalipto e menta piperita, che si stende facilmente anche su zone piรน ampie come la schiena. Per chi invece non sopporta la sensazione di unto c’รจ il GELO del DIAVOLO balsamo tonificante. ร una gelatina fresca con artiglio del diavolo, arnica ed escina di ippocastano, pensata per ridare tono alla muscolatura, e si assorbe in un attimo. Potete anche alternarli: la pomata o il gelo durante il giorno, e la sera il vostro piccolo rito con il balsamo.
Prodotti citati
BALSAMO CAMILLIANO tonificante del corpo โ https://fitocose.it/prodotto/i-curativi/articolazioni-e-muscolatura/balsamo-camilliano/
POMATA all’ARNICA fitocomplesso al 30% โ https://fitocose.it/prodotto/piante/arnica/pomata-arnica/
GELO del DIAVOLO balsamo tonificante โ https://fitocose.it/prodotto/i-curativi/articolazioni-e-muscolatura/gelo-del-diavolo-organic-natural-standard/
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