Negli ultimi giorni molte persone mi hanno scritto dopo aver visto un video del Prof. Roy De Vita, in cui si parla della sicurezza dei filtri solari chimici e della reale efficacia dei diversi SPF. 👉 Qui puoi vedere il video completo: https://www.facebook.com/share/v/1GbqNiVnAd/ Capisco benissimo il dubbio, perché sono temi che possono spiazzare, ma provo a rispondere in modo chiaro e onesto, come farei parlando con una cliente in laboratorio.
Partiamo da un dato concreto: alcuni studi, tra cui pubblicazioni su JAMA, hanno dimostrato che diversi filtri chimici vengono assorbiti attraverso la pelle e possono essere rilevati nel sangue già dopo poche applicazioni. Anche la FDA ha evidenziato che per alcuni filtri i dati di sicurezza sono completi, mentre per altri sono ancora insufficienti. Questo non significa automaticamente che siano dannosi, ma significa una cosa molto semplice: non restano sulla pelle. E qui nasce una riflessione molto concreta: se devo usare un prodotto tutti i giorni, per anni, ha senso scegliere qualcosa che entra nell’organismo quando esiste un’alternativa che resta in superficie?
I filtri minerali, come ossido di zinco e biossido di titanio, hanno un comportamento completamente diverso: restano sulla pelle e agiscono riflettendo e diffondendo i raggi UV senza penetrare in modo significativo. Dal mio punto di vista – e qui ti do proprio la mia opinione – sono la scelta più sensata quando si parla di uso quotidiano e prolungato. E non è una posizione di oggi: nel laboratorio Fitocose questa scelta è stata fatta più di vent’anni fa, quando il mercato spingeva quasi esclusivamente sui filtri chimici. I solari Baby Carota viso e Red Diamond corpo sono formulati così da sempre: più che una risposta del momento, è una coerenza nel tempo.
Anche sul discorso SPF concordo con quanto è stato detto nel video: tra SPF 30, 50 o 100 la differenza reale è minima (pochi punti percentuali). Il problema vero non è il numero, ma come utilizziamo il prodotto: spesso ne applichiamo troppo poco, non lo riapplichiamo e ci esponiamo nelle ore peggiori, pensando di essere protetti solo perché c’è scritto “SPF alto”.
La verità, detta con sincerità, è questa: la crema solare aiuta, ma non fa miracoli. La differenza la fanno sempre le abitudini — esposizione intelligente, evitare il sole forte, protezioni fisiche come cappello e indumenti e uso corretto del prodotto.
Il mio punto di vista finale è semplice: sì, condivido l’impostazione prudente espressa dal Prof. Roy De Vita, ma non la vedo come un allarme, bensì come un invito a fare scelte più consapevoli. Personalmente, quando si tratta di pelle e di uso quotidiano nel lungo periodo, preferisco sempre stare dalla parte della sicurezza, scegliendo prodotti che lavorano sulla pelle senza entrare nell’organismo.
